LAVAGGIO DIVANI MILANO, MONZA, VARESE, COMO, NOVARA, LECCO, PAVIA, BERGAMO, BRESCIA

 

PULIZIA DIVANI VELLUTO

Il velluto è un tipo di tessuto che presenta sulla faccia del dritto un fitto pelo (velluto unito o tagliato) o una serie di minuscoli anelli di filo (velluto riccio). Il nome deriva dal latino vellus, vello, ad indicare la caratteristica di una copertura come di pelo, di lunghezza e tipo variabile.

Lucentezza, delicatezza al tatto e leggerezza sono le caratteristiche principali del velluto, un tessuto dalla storia centenaria, il cui nome deriva dal termine latino “vellus”, vello o mantello, copertura di pelo fitto.

Questo tessuto presenta sul dritto due differenti tipi di lavorazione: o a pelo fitto e rasato (velluto unito) o formato da un serie di piccoli anelli di filo che sporgono dalla trama (velluto riccio) e può essere lavorato in diversi modi, a coste,  microvelluto, velluto elasticizzato,  velluto cesellato, ciniglia, millerighe, velour, velveton, dévoré, froissé e velluto jacquard.

Si realizza a telaio con filati molto sottili usando due orditi, uno dei quali per la base (ordito grosso) ed uno per il pelo (ordito di pelo), e una sola trama. Il telaio per velluto deve essere fornito di due subbi uno per l’ordito grosso e uno per quello di pelo che deve avere una lunghezza molto superiore all’altro, dovendo il fili del pelo percorrere molta più strada per girare intorno ai ferri.

 

 

 


 

Pulizia divani velluto a domicilio

Il velluto è un tessuto difficile da pulire perché la sua superfice piacevolmente liscia può raggrinzirsi e scolorirsi  a causa del tempo, polvere, esposizione al sole  e prodotti sbagliati usati per rimuovere eventuali macchie.

C-CENTER Lavaggio divani in velluto  esegue al vostro domicilio nelle città e provincie di Milano, Monza, Varese, Como, Novara, Lecco, Pavia, Bergamo, Brescia la pulizia delle vostre poltrone e del vostro divano in velluto

 

 

Pulizia divani velluto: Tipi di velluto

Velluto riccio

Gli elementi del fondo (trama e ordito grosso) si incrociano con un’armatura semplice, dopo tre battute si alza l’ordito di pelo, si inserisce una sottile bacchetta tonda di metallo (ferro) che tiene sollevati tutti i fili di pelo (quarta trama), le battute successive bloccano l’ordito di pelo intorno alla bacchetta così che dopo averla sfilata rimangono degli anelli di filo che sporgono dal fondo.

Velluto tagliato o unito

A differenza del velluto riccio in quello unito l’anello che viene formato dall’ordito di pelo viene bloccato nello stesso passo e successivamente tagliato in alto con una lama (trevette), il ferro per questo lavoro ha sezione ogivale con una scanalatura nella parte superiore per lo scorrimento della lama (l’operazione è detta cimatura)

Nei telai industriali è realizzato come un tessuto doppio (due strisce di tessuto una sopra e una sottostante collegate dall’ordito di pelo, quando questo viene tagliato dalla lama il tessuto doppio si divide in due e viene arrotolato su due subbi diversi.

 

Esistono velluti di lana e di seta, ma quello di cotone rappresenta di gran lunga il più diffuso riferimento del termine, mentre per tessuto peloso si parla più genericamente di velour. Varianti di lavorazione producono i velluti operati, come il velluto a coste (o corduroy), il microvelluto, il velluto elasticizzato, il velluto cesellato (o soprarizzo), la ciniglia, il millerighe, il velour, il velveton, il dévoré, il froissé, il velluto jacquard.

Oltre che per l’abbigliamento, il velluto è utilizzato anche in edilizia come rivestimento murale per interni, come tappezzeria (anche nell’industria automobilistica) e per passamaneria. Vi sono numerosi altri impieghi, alcuni dei quali protettivi come l’uso per rivestimento di custodie (ad esempio per strumenti dell’ottica e della musica).

Pulizia divani velluto: Velluto a coste

Il velluto a coste o corduroy (dal francese “cour du roi”, letteralmente corte del re, dove questo tessuto veniva utilizzato per gli abiti da caccia dei domestici[1]), è un tessuto, propriamente un tipo di velluto, caratterizzato da costolature in rilievo. La trama presenta scanalature tra le singole righe di tessuto di pelo (tra di esse è visibile la stoffa utilizzata come base) che danno il nome a questa tessitura increspata, detta “a coste”.

La misura della costolatura è indicata dal numero di righe di velluto per pollice detta “wale”, comprese tra 1,5 e 21, minore il numero maggiore la larghezza della costolatura, per esempio 11-wale è un velluto standard a costine mediamente sottili.

Il velluto a coste è un tessuto resistente e durevole adatto al confezionamento di capi di abbigliamento, e la possibilità di variare la densità della trama rende possibile una notevole diversificazione nei suoi usi:

  • le trame ad ordito più ampio (quindi con minor densità nella costolatura) vengono usate per confezionare coperture, fodere di divani e poltrone;
  • le orditure meno frequenti sono impiegate per pantaloni e gonne di varia foggia;
  • le costolature più fini invece si possono prevalentemente trovare in indumenti indossabili dalla vita in su.

Pulizia divani velluto: consigli per la manutenzione

Per pulire il velluto utilizzate una spazzola a setole morbide o un panno antistatico e rimuovete la polvere e lo sporco superficiale. Quindi, con un appretto, senza esagerare con la quantità, eliminate le pieghe della stoffa, tenendo la bomboletta leggermente perpendicolare al velluto, ad una distanza di circa 20 cm, e seguendo sempre le righe del velluto.

Per eventuali macchie sul velluto è consigliabile usare una soluzione contenente la stessa quantità di acqua tiepida e aceto bianco da strofinare leggermente nel punto interessato, lasciare agire un paio d’ore e rimuovere con qualche foglio di carta assorbente, facendo attenzione a non fare troppa pressione, che potrebbe spingere ulteriormente la macchia all’interno delle fibre. Quindi mescolate un po’ di acqua tiepida e qualche goccia di detergente per piatti in una ciotola non metallica e create un po’di  schiuma. Con un panno morbido, applichiamo in maniera molto superficiale, il prodotto sul tessuto inumidendolo tamponando. Eliminata definitivamente la macchia, fare asciugare il capo all’aria aperta  o eventualmente, utilizzando un asciugacapelli  ad una bassa temperatura e tenendolo a 10-15 cm lontano dal tessuto  sempre in movimento in modo da non danneggiare il velluto  

Per dare una maggiore lucentezza al velluto spolverare con  una piccola quantità di borotalco e levare l’eccesso con una spazzola molto morbida.

 

Pulizia divani velluto: Storia del velluto

La sua origine è occidentale e si stima sia avvenuta verso il XIII secolo. In Italia divenne di buona diffusione presso le classi agiate intorno al Trecento ed era al tempo maggiormente prodotto a Lucca, Genova, Firenze, Venezia e Catanzaro.

Non tutti sapranno che le sue origini vanno ricercate in una zona compresa tra l’Asia centrale, l’Iran e l’Iraq a partire dal XIII secolo e che nel XIV secolo esso si diffuse anche in Italia, prodotto soprattutto a Lucca, Venezia, Firenze, Genova e Milano e a partire dalla fine del XVI secolo la sua produzione venne avviata anche a Torino, presso l’Albero di Virtù, un’istituzione assistenziale fondata da Carlo Emanuele I per insegnare un mestiere ai giovani indigenti.

In Italia, il velluto divenne ben presto il tessuto simbolo delle classi ricche e aristocratiche, celebrato non solo nell’abbigliamento ma anche negli arredi e nell’arte. Esempi di come la pittura sia riuscita a dar vita a questo nobile tessuto, sono: “Eleonora di Toledo con il figlio Giovanni” di Agnolo Bronzino 1545, “Polittico di San Giovanni” di Hans Memling 1474 o “San Giorgio e il drago” di Paolo Uccello 1465.